{"id":228,"date":"2016-06-08T17:44:58","date_gmt":"2016-06-08T15:44:58","guid":{"rendered":"http:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/?page_id=228"},"modified":"2016-10-18T10:17:55","modified_gmt":"2016-10-18T08:17:55","slug":"san-cataldo-vescovo","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/san-cataldo-vescovo\/","title":{"rendered":"San Cataldo Vescovo"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"wp-image-229 alignleft\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/08\/S_Cataldo_1.png\" alt=\"S_Cataldo_1\" width=\"133\" height=\"152\" \/>I suoi genitori, Euco Sambiak ed Aclena Milar, abitavano in un castello nella citt\u00e0 irlandese nota presso i latini con il nome di Rachau, e divennero ferventi cristiani grazie all&#8217;opera di missionari venuti dalla Gallia.<br \/>\nDa loro Cataldo ricevette l&#8217;educazione e l&#8217;amore per la preghiera, l&#8217;obbedienza, l&#8217;ordine, la mortificazione e lo spirito di sacrificio.<br \/>\nAlla loro morte Cataldo decise di donare tutta la propria eredit\u00e0 ai poveri. Divenne quindi discepolo di san Carthagh, abate di Rathan in Irlanda.<br \/>\nOrdinato prima sacerdote e poi vescovo da san Patrizio, decise di recarsi a visitare la Terra Santa in abito da pellegrino.<br \/>\nSecondo la tradizione, il santo sarebbe giunto a Taranto per volere divino: infatti si racconta che durante il soggiorno in Terra Santa, mentre era prost<img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"size-full wp-image-233 alignright\" src=\"http:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-content\/uploads\/2016\/06\/sancatal02.jpg\" alt=\"sancatal02\" width=\"198\" height=\"291\" \/>rato sul Santo Sepolcro, gli sarebbe apparso Ges\u00f9, che gli avrebbe detto di andare a Taranto e di ri-evangelizzare la citt\u00e0 ormai in mano al paganesimo.<br \/>\nSan Cataldo allora, salpando con una nave greca diretta in Italia, intraprese un lungo viaggio che lo port\u00f2 a sbarcare nel porto dell&#8217;attuale Marina di San Cataldo, localit\u00e0 a 11 km da Lecce che oggi porta il suo nome. Sempre secondo la tradizione, il santo avrebbe lanciato un anello in mare per placare una tempesta, e in quel punto del Mar Grande si sarebbe formato un citro, cio\u00e8 una sorgente d&#8217;acqua dolce chiamata &#8220;Anello di San Cataldo&#8221;.<br \/>\nA Taranto Cataldo comp\u00ec la sua opera evangelizzatrice, facendo abbattere i templi pagani e soccorrendo i bisognosi. In quel periodo si rec\u00f2 anche nei paesi limitrofi, tra cui Corato, in provincia di Bari, di cui divenne patrono avendo liberato la citt\u00e0 dalla peste.<\/p>\n<p>Mor\u00ec a Taranto un 8 marzo tra il 475 e il 480 e fu seppellito nella chiesa di San Giovanni in Galilea, allora duomo della citt\u00e0, e l\u00ec il suo corpo fu dimenticato per parecchi anni.<br \/>\nLa tradizione vuole che nel 1071, mentre si scavavano le fondamenta per la riedificazione della cattedrale della citt\u00e0 distrutta dai saraceni nel 927, sia stata ritrovata una tomba importante, contenente una crocetta aurea, elemento comune a molti corredi funebri alto-medioevali, e un corpo, che si volle identificare con quello di Cataldo (successivamente al ritrovamento sulla crocetta d&#8217;oro fu incisa la parola CATALDVS).<br \/>\nNel 1107 il vescovo Rainaldo trasl\u00f2 solennemente le reliquie sotto l&#8217;altare maggiore, mentre nel 1151 il vescovo Giraldo le colloc\u00f2 in un&#8217;urna d&#8217;argento nel transetto destro.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>I suoi genitori, Euco Sambiak ed Aclena Milar, abitavano in un castello nella citt\u00e0 irlandese nota presso i latini con il nome di Rachau, e&#46;&#46;&#46;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":237,"parent":0,"menu_order":0,"comment_status":"closed","ping_status":"closed","template":"","meta":{"footnotes":""},"class_list":["post-228","page","type-page","status-publish","has-post-thumbnail","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/228","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/types\/page"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=228"}],"version-history":[{"count":6,"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/228\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":744,"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/pages\/228\/revisions\/744"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media\/237"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.parrocchiasgibattista.it\/wordpress\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=228"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}