La comunità celebra la Veglia Pasquale presieduta da padre Francis Ngareh
Nella serata di oggi, alle ore 19, in Piazza San Giovanni Battista, la comunità si è raccolta per prendere parte alla solenne Veglia Pasquale, momento centrale e più significativo dell’anno liturgico, presieduto dal parroco padre Francis Ngareh.
La celebrazione ha avuto inizio con il rito del fuoco nuovo, da cui è stato acceso il Cero Pasquale, segno vivo di Cristo risorto. Sul cero sono stati tracciati i simboli della croce, dell’alfa e dell’omega, insieme all’anno corrente, a indicare che il Signore è il principio e il compimento di ogni tempo.
Successivamente, la processione d’ingresso ha condotto i fedeli all’interno della chiesa: le candele accese hanno progressivamente illuminato l’assemblea, richiamando il passaggio dalle tenebre alla luce, cuore del mistero pasquale. Il canto dell’Exsultet ha quindi proclamato con solennità la gioia della Risurrezione.
La Liturgia della Parola si è articolata attraverso le letture che ripercorrono la storia della salvezza, accompagnate da salmi e orazioni. Il canto del Gloria, accompagnato dal suono festoso delle campane, ha segnato il passaggio dalla penitenza quaresimale alla gioia pasquale, culminando con l’annuncio del Vangelo della Risurrezione, che racconta il sepolcro vuoto e la vittoria della vita sulla morte.
Nel corso dell’omelia, padre Francis ha richiamato il significato attuale della Pasqua alla luce del Vangelo proclamato:
«Il sepolcro vuoto non è solo un segno del passato, ma una chiamata concreta per il presente. Anche oggi siamo invitati a uscire dalle nostre paure e a credere che la vita può rinascere.»
Ha poi sottolineato il valore della luce pasquale nella quotidianità:
«La liturgia di questa notte ci ricorda che la luce di Cristo non resta confinata nel rito, ma deve entrare nelle nostre scelte, nelle famiglie e nella vita sociale. È lì che la Risurrezione diventa reale.»
E ha concluso con un invito alla responsabilità personale:
«Essere cristiani significa portare segni di speranza: ogni gesto di pace, ogni atto di amore concreto è una testimonianza viva della Pasqua.»
La celebrazione è proseguita con il rinnovo delle promesse battesimali e la benedizione dell’acqua, segni di rinnovamento spirituale, per poi culminare nella Liturgia eucaristica, momento di comunione e pienezza del mistero celebrato.
Particolarmente curata l’organizzazione dell’evento, grazie all’impegno di Vincenzo Nicolella e Franco Gravina, che hanno garantito ordine e partecipazione. I canti della Corale Parrocchiale, diretta da Marco Farina, hanno accompagnato i vari momenti con equilibrio e intensità, favorendo un clima di raccoglimento e solennità.
Al termine della celebrazione, padre Francis ha rivolto un pensiero di augurio alla comunità, invitando tutti a vivere la Pasqua non come evento isolato, ma come percorso quotidiano di fede, fatto di gesti concreti, responsabilità e testimonianza.




































